Susanna e i vecchioni
Rubens Pieter Paul
Galleria Borghese
Rubens, come risulta dalle fonti, fu artista protetto da Scipione Borghese, suo grande estimatore; probabilmente il dipinto fu eseguito espressamente per il cardinale Borghese.
Il dipinto va riferito al secondo soggiorno romano di Rubens (1606-8), attivo in quel momento nella chiesa di Santa Maria in Vallicella nella quale stava realizzando la decorazione dell'altare maggiore.
L'opera illustra la storia di Susanna, raccontata nell'Antico Testamento. Si tratta di un tema biblico particolarmente caro alla cultura della Controriforma, che vedeva nell'eroina un esempio di verità e virtù contrapposte alla menzogna, qui simboleggiata dai due vecchi che tentano invano di sedurre la fanciulla.
Per realizzare la protagonista Rubens, appassionato disegnatore dell'antico, riprese la celebre scultura in bronzo dello Spinario, conservata in Campidoglio. Si tratta di una figura estremamente armonica, in cui il tema classico convive perfettamente con la voluttà delle abbondanti forme, tipiche dell'artista.

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