martedì 9 aprile 2024

Biografia di Rubens Pieter Paul

 

Rubens Pieter Paul


577 – Nasce in Germania, a Siegen, dove la famiglia si era rifugiata per sfuggire alle persecuzioni spagnole contro i protestanti. 

1589 – Si trasferisce ad Anversa con la famiglia e inizia a frequentare le botteghe di pittori.

1598 – Viene ammesso alla gilda di San Luca come maestro pittore.

1600 – Si reca in Italia per studiare.

1603 – Missione diplomatica a Madrid.

1608 – Rientro ad Anversa: diventa pittore di corte dell’arciduca Alberto.

1626 – Muore la moglie. Attività diplomatica per tre anni, poi riprende le commissioni artistiche.

1640 – Muore ad Anversa.

Pieter Paul Rubens (XVII sec.) è un pittore fiammingo, maestro e iniziatore del barocco europeo. Inizia il suo apprendistato artistico molto presto nelle botteghe di diversi pittori, fino a essere ammesso nella gilda di San Luca di Anversa (le gilde erano antiche associazioni di mutua assistenza, a carattere religioso e quindi mercantile e artigiano, caratteristiche dell’epoca medioevale nell’Europa settentrionale). 

Compie un lungo e fondamentale viaggio in Italia, dove continua la sua formazione studiando Tiziano e Tintoretto a Venezia e lavorando come pittore di corte per i Gonzaga a Mantova. Vincenzo Gonzaga lo manda poi a Roma a copiare dei quadri per lui, così Rubens entra nell’ambiente di Carracci e Caravaggio ed esegue le prime opere di influenza italiana, il Trionfo di Sant’Elena e l’Incoronazione di spine. 

Per il cardinale Scipione Borghese, invece, Rubens realizza il Compianto sul corpo di Cristo, ancora oggi presso la Galleria Borghese. I Successivamente il pittore fiammingo si reca a Madrid come diplomatico per conto dei Gonzaga e dimostra grandi doti diplomatiche, oltre ad avere l’occasione di studiare le collezioni artistiche della corte spagnola. 

Tornato a Roma, Rubens realizza la decorazione dell’altare maggiore della Chiesa Nuova, con dipinti della Vergine e di santi in cui emergono già gli elementi che saranno tipici del barocco romano, come il ricco panneggio, gli ampi spazi e i gesti dinamici e plateali. 

Dopo otto anni in Italia, Rubens torna nei Paesi Bassi a causa di una malattia della madre e viene nominato pittore del governatore dei Paesi Bassi meridionali, l’arciduca Alberto d’Austria. In questa fase il pittore matura il suo stile personale, con colori armoniosi, luci a contrasto chiaroscuro di ispirazione caravaggesca e gruppi di personaggi dinamici, e apre il proprio studio, che attrae un gran numero di allievi. Questo stile si esprime per esempio nel trittico dell’Innalzamento della croce realizzato per la cattedrale di Anversa, e si evolve verso una maggiore classicità nella successiva Deposizione dalla croce per lo stesso edificio Durante il servizio come pittore di corte, Rubens realizza una quantità sterminata di opere di vario tipo, dal sacro al mitologico al naturalistico, e molti cicli decorativi. 

Il più celebre di questi ultimi è probabilmente la decorazione del palazzo del Lussemburgo a Parigi commissionata da Maria de’ Medici e ispirata alla sua vita e alle sue scelte politiche nel periodo di reggenza per conto del re di Francia suo figlio, Luigi XIII. Negli stessi anni, Rubens realizza anche numerosissimi ritratti, per lo più di nobili e reali. 

Dopo la morte della moglie, Rubens si getta a capofitto nell’attività diplomatica per alcuni anni, poi torna ad Anversa e riprende negli ultimi dieci anni di vita l’attività ritrattistica e gli incarichi di grandi decorazioni, come quella della Banqueting Hall di Whitehall a Londra, gli arazzi con la Storia di Achille per una chiesa di Ancona e gli episodi delle Metamorfosi di Ovidio per il padiglione di caccia del re spagnolo a Madrid




venerdì 5 aprile 2024

L'Abbondanza coronata dalle ninfe - Rubens Pieter Paul - Accademia Nazionale di San Luca

 L'Abbondanza coronata dalle ninfe

Rubens Pieter Paul

Accademia Nazionale di San Luca


Il soggetto di questo bel dipinto è ancora discusso: vi si vedono infatti, al di sotto di alcuni putti festosi e svolazzanti, tre graziose figure femminili raffigurate secondo i modi più tipici del grande pittore fiammingo, con le due donne ai lati intente a incoronare la loro compagna al centro, connotata da una cornucopia, simbolo di fortuna ed abbondanza. 

Si tratta di un bozzetto su tavola, eseguito con tratto veloce e sicuro su una preparazione leggerissima e lieve, che lascia a vista le venature del legno e che fa buon gioco della bellezza naturale del supporto, assecondandolo.

Donato all’Accademia di San Luca da Domenico Pellegrini, la cui collezione aveva in gran parte origini inglesi, era ritenuto una versione de “Le tre grazie”, titolo poi corretto in Incoronazione della pace sulla base della similitudine tra la giovane alla destra dello spettatore e la Venere delle Conseguenze della guerra delle Gallerie fiorentine, ma che forse meglio si identifica nella Celebrazione di Pomona, dea dell’abbondanza, come già proposto ancora nell’Ottocento.

È del tutto probabile, dato il formato ridotto e la stesura rapida e leggera, che il dipinto sia collegato ad un altro analogo, ma di grande formato, al momento però questo non è ancora stato identificato con certezza.


Madonna della Vallicella - Rubens Pieter Paul - Chiesa di Santa Maria in Vallicella

 Madonna della Vallicella

Rubens Pieter Paul

Chiesa di Santa Maria in Vallicella

  

La “Madonna della Vallicella” è un dipinto (olio su tavola di ardesia, cm 425×250) realizzato tra il 1606 ed il 1608 dal pittore Pieter Paul Rubens, e attualmente conservato sull’altare maggiore della Chiesa di Santa Maria in Vallicella, detta anche Chiesa Nuova, situata a Roma in Piazza della Chiesa Nuova, nel rione Parione.

La “Madonna della Vallicella“, a cui è dedicata la chiesa, fa parte della pala dell’altare maggiore, realizzata tra il 1606 ed il 1608 per volontà degli oratoriani. La pala d’altare del Rubens custodisce all’interno, proprio dietro l’immagine della “Madonna e con il bambino benedicente” tra Angeli e Cherubini, un antico affresco della Vergine, la “Madonna vallicelliana“, considerato miracoloso, e la
leggenda narra che nel 1535 l’immagine inizia a sanguinare dopo essere stata colpita con un sasso.

La pala d’altare è concepita in modo talmente ingegnoso che viene definita come quadro motorizzato, in quanto attraverso un meccanismo di pulegge e corde azionabile con un telecomando è possibile far scendere o salire l’antico dipinto della Vergine. Un meccanismo che viene solitamente azionato il sabato sera dopo la celebrazione della messa.

In origine il dipinto viene realizzato dal Rubens su tela, ma tale versione non soddisfa le necessità dei committenti, sia per gli effetti che la luce naturale genera sul quadro e soprattutto a seguito dell’umidità molto presente in quella zona di Roma. La seconda versione viene, pertanto, realizzata su lastre di ardesia in modo da eliminare i riflessi e assicurare la giusta impermeabilità e la resistenza
agli agenti atmosferici.

Ai lati del presbiterio si trovano altri due dipinti di Rubens, realizzati sempre su lastre di ardesia, e precisamente sul lato sinistro si trova il dipinto i “Santi Gregorio Magno, Papia e Mauro” mentre sulla parete destra è collocato il dipinto i “Santi Flavia Domitilla, Nereo e Achilleo“, tutti concepiti come un complesso unitario.



mercoledì 3 aprile 2024

Romolo e Remo - Rubens Pieter Paul - Pinacoteca Capitolina

 Romolo e Remo

Rubens Pieter Paul

Pinacoteca Capitolina 


Il dipinto è la seconda e più famosa versione che Rubens tratterà più volte nel corso della sua attività. Se ne conosce una di qualche anno prima in cui il pittore si era limitato al particolare dei bambini allattati dalla lupa. Sulla sinistra del quadro è raffigurata Rea Silvia, madre dei due piccoli, accanto al fiume Tevere rappresentato secondo i modelli di allegorie fluviali già presenti nell’arte antica. Dal fondo sulla destra avanza il pastore Faustolo, che adotterà i prodigiosi gemelli, attirato dall’inconsueta scena che si mostra ai suoi occhi. Come raccontato da Virgilio nel libro VIII dell’Eneide, il pastore vide una lupa con due gemelli che succhiano impavidi il latte dalle sue mammelle, mentre essa le accudiva

Il polo di attrazione del dipinto è rappresentato dai biondi e paffuti figli di Marte e Rea Silvia che giocano ignari accanto alla belva che credono loro madre. Il quadro dipinto di Rubens ad Anversa è un omaggio alla città di Roma nella quale aveva ottenuto i primi importanti riconoscimenti del suo straordinario talento. Per le figure della lupa e dei bambini si è ispirato a una scultura antica, ai suoi tempi già molto danneggiata e oggi distrutta, conservata allora nel Belvedere; da essa aveva tratto un disegno, ora conservato nella Biblioteca Ambrosiano di Milano, inserendo già delle canne come sfondo. Accanto al disegno l’artista aveva trascritto quei cinque versi dell’Eneide in cui Virgilio parla dell’incredibile scoperta del pastore Faustolo dalla quale avrà origine la grande Roma.  

 

Susanna e i vecchioni - Rubens Pieter Paul - Galleria Borghese

  Susanna e i vecchioni

Rubens Pieter Paul

Galleria Borghese


Rubens, come risulta dalle fonti, fu artista protetto da Scipione Borghese, suo grande estimatore; probabilmente il dipinto fu eseguito espressamente per il cardinale Borghese.

Il dipinto va riferito al secondo soggiorno romano di Rubens (1606-8), attivo in quel momento nella chiesa di Santa Maria in Vallicella   nella quale stava realizzando la decorazione dell'altare maggiore.

L'opera illustra la storia di Susanna, raccontata nell'Antico Testamento. Si tratta di un tema biblico particolarmente caro alla cultura della Controriforma, che vedeva nell'eroina un esempio di verità e virtù contrapposte alla menzogna, qui simboleggiata dai due vecchi che tentano invano di sedurre la fanciulla.

Per realizzare la protagonista  Rubens, appassionato disegnatore dell'antico, riprese la celebre scultura in bronzo dello Spinario, conservata in Campidoglio. Si tratta di una figura estremamente armonica, in cui il tema classico convive perfettamente con la voluttà delle abbondanti forme, tipiche dell'artista.


Testa di Vecchio - Peter Paul Rubens - Palazzo Corsini

 Testa di Vecchio

Peter Paul Rubens 

Palazzo Corsini


 La tavoletta proviene da un cardinal del Giudice, di una famiglia di lontane origini genovesi, che aveva fatto fortuna nel regno di Napoli. I Corsini ebbero contatti con alcuni esponenti della famiglia, che poi donò i dipinti al cardinale Neri. 

Comunque sia, la testa di vecchio  va inserita nel gruppo di studi che Rubens era solito eseguire, in vista del loro uso in composizioni più grandi e come guida per gli allievi della bottega. Questi studi sono generalmente su tavolette spesse pochi millimetri e perlopiù composte di due, o anche più pezzi, interconnessi con cura.

San Sebastiano curato dagli angeli - Rubens Pieter Paul - Galleria Corsini

  San Sebastiano curato dagli angeli

Rubens Pieter Paul

Galleria Corsini


Il dipinto San Sebastiano curato dagli angeli è databile al 1601-1602, ovvero risale al primo soggiorno romano del famoso artista fiammingo.

Sebastiano, ufficiale dell’esercito romano convertitosi alla fede cristiana, fu condannato a morte durante le persecuzioni dell’imperatore Diocleziano. Venne legato a un palo, o a un albero, e trafitto dalle frecce scagliate dai soldati, che poi lo abbandonarono agonizzante. Tuttavia la nobildonna romana Irene ne ebbe pietà e lo curò, ma secondo un’altra tradizione fu l’intervento miracoloso degli angeli a salvarlo. Sebastiano fu condotto nuovamente al cospetto dell’imperatore che ordinò di farlo flagellare a morte e di gettare il suo cadavere nella fogna cittadina, la Cloaca Maxima, affinché non potesse essere sepolto.

Il dipinto presenta l’iconografia del santo curato dagli angeli: Sebastiano è al centro della scena, ormai quasi completamente libero dalle corde e dalle frecce, mentre sulla sinistra una stupenda armatura poggiata sul terreno ne ricorda la carriera militare. L’equilibrio della composizione, i rimandi alla classicità dell’antica Roma e la tavolozza dai toni caldi, oltre ai vivaci svolazzi dei panneggi, sono alcuni degli elementi più caratteristici del periodo italiano dell’artista fiammingo

Biografia di Rubens Pieter Paul

  Rubens Pieter Paul 577 – Nasce in Germania, a Siegen, dove la famiglia si era rifugiata per sfuggire alle persecuzioni spagnole contro i p...